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Tron Evolution [PSP]

Un nuovo avvincente torneo, una nuova avventura su PSP

By Crescenzo Mugione, 20/12/2010

Tron diventa tascabile! Dopo averci stupiti con l’originalità dello sparatutto scritto da Monolith, dopo il successo della serie No One Lives Forever e dell’ottimo Shogo, Tron, il gioco ispirato all’omonimo Film, diretto nel 1982 da Steven Lisberger, torna, passando il testimone alla Disney Interactive studio , già produttrice del film. Ambientato nel 1985, ovvero dopo tre anni dagli eventi narrati nella prima pellicola, il filmato introduttivo, ci introduce nel retro di una sala giochi, nascosto dietro una macchina da sala giochi, illuminata da neon, dove un uomo è intento a lavorare al computer. Negli istanti immediatamente successivi, ci ritroviamo immersi in un mondo irreale, una realtà virtuale, costruita in maniera molto lineare nella quale la nostra prima missione sarà quella di trovare una chiave, posta in una posizione facilmente raggiungibile, all’interno dello scenario, per poter stabilire la connessione. Ciò ci da modo di esplorare un po’ l’ambiente che ci circonda e di constatare che, malgrado i tentativi di rendere quanto più libera possibile l’esplorazione dello scenario, ci sono posti che, malgrado siano visibili, non sono fisicamente raggiungibili dal nostro personaggio. Tra un paio di classici doppi salti acrobatici e corse in questa prima sezione, troviamo la chiave in bella vista su di una piattaforma, e, dopo averla recuperata senza alcuna difficoltà, torniamo al terminare da sbloccare, per ricevere quindi la nostra prima missione/tutorial. Al terminale un uomo ci comunicherà di aver sperimentato un nuovo motociclo chiedendoci di poterlo collaudare per primi. Questo primo tutorial si conclude con la ricerca, neanche difficile, della piattaforma che condurrà il nostro alter ego virtuale nell’arena dove potremo collaudare le nuove moto. Sarà quando entreremo nell’arena che ritroveremo il giusto spirito del gioco, infatti, appena entrati, dovremo premere ripetutamente il tasto x per far accelerare il nostro “Tron” fino a quando la barra del turbo non sarà piena, e il giocatore salterà fino a trasformarsi in una avveniristica moto virtuale e sfrecciare sulla pista. Durante il tutorial di guida saremo invitati a saggiare tutte le caratteristiche del nostro bellissimo mezzo, che sfrecciando sulla sua scia di energia, mostrerà tutte le sue potenzialità. Infatti, il nuovo mezzo, sarà in grado (oltre che di accelerare, frenare e utilizzare il turbo) di saltare. Questa caratteristica, per quanto possa sembrare inutile ed una flebile mossa per rinnovare il titolo, viene sottolineata come utile per poter evitare le scie energetiche delle altre moto, permettendoci di evitare quindi di essere incastrati tra le scie degli avversari o di essere trascinati dalle stesse fuori strada, perdendo terreno sugli avversari. La guida non permette l’utilizzo del pad digitale, delegando il controllo su strada, al solo stick analogico, che rende leggermente scomode le sessioni di guida, specie quelle più complesse che non le vere e proprie gare. Immediatamente dopo il breve tutorial con ostacoli, che permette di padroneggiare meglio i comandi e le funzioni della moto, compariranno sulla pista tre nuovi veicoli, rendendo più interessante la dimostrazione delle potenzialità del gioco. I nuovi avversari sembrano davvero dotati di una buona intelligenza artificiale e le gare sono rese piuttosto adrenaliniche, grazie alla possibilità di poter utilizzare il turbo per cercare di superare in velocità gli avversari, o sfruttando la scia delle proprie moto per poter trascinare qualche incauto avversario verso il fondo della pista distruggendo il suo veicolo e aumentando notevolmente il proprio vantaggio su di esso. Un altro pericolo arriva dall’eccessivo uso del turbo che può rendere leggermente instabile il mezzo facendo finire il giocatore rovinosamente a bordo pista e distruggendo il veicolo. Conclusa la dimostrazione del gioco, viene introdotto il nostro vero personaggio, che porterà il nome scelto precedentemente, “Beta” di default, di cui dovremo scegliere colore tuta, tipo di casco e di corazza e circuiti sulla tuta stessa. ”Voglio che organizzi un torneo di Tron” Nelle sequenze immediatamente successive, il nostro beta si ritroverà a dover disputare gare, che faranno parte dei round di qualificazione al torneo di Tron. Per ogni gara si ottengono punti a seconda del piazzamento e, alla fine, dopo aver disputato tutte le gare facenti parte di un round, si dovrà raggiungere un certo numero di punti per passare al turno successivo e affrontare nuove sfide. Il primo grado di libertà che ci viene dato consiste nella possibilità di poter disputare le gare nell’ordine che si desidera. Le gare sono molto varie e, alcune di esse, veramente fuori dagli schemi che spaziano dalle più comuni, ma comunque divertenti, gare di motocicli su appositi circuiti, molto ben realizzati e con ostacoli tuttavia non difficili da superare, fino a deathmatch fra il nostro giocatore e altri programmi caricati all’interno del torneo, includendo deathmatch fra mezzi simili, per caratteristiche e stazza, a dei carri armati, in grado di raccogliere particolari bonus per proteggere la propria corazza o per poter sparare colpi in grado di infliggere un numero maggiore di danni agli avversari, e deathmatch fra giocatori a piedi, che dovranno fare sfoggio delle proprietà acrobatiche del proprio alter ego per sferrare micidiali colpi di arti marziali o lanciando i propri dischi di energia contro di essi. Tutte le gare sono strutturate in maniera piuttosto divertente, le sessioni in moto, adrenaliniche, fra un salto e l’altro per evitare i muri di energia, creati dalle scie degli avversari, cercando di spingere le altre moto verso il bordo della pista fino a farle esplodere, reso tutto ancora più affascinante dalla buona intelligenza artificiale dei nemici, capaci, al tempo, di spingere anche la nostra moto con le loro scie facendoci finire rovinosamente verso l’esterno della pista. Si rivela anche efficace l’idea di sfruttare le nuove funzionalità dei veicoli, ponendo i vari potenziamenti ad una certa altezza dalla pista, anche se questo, potrebbe mettere in evidenza alcune difficoltà ad abituarsi al nuovo modello di guida. Anche le modalità tutti contro tutti sono veramente affascinanti, quelle con i pensati corazzati, che si muovono molto lentamente, non riuscendo, spesso, a sfuggire ad una raffica degli avversari, che risultano però a volte molto lunghe, forse troppo, alzando a dismisura la tensione, mentre il pericolo di un colpo mortale ci farebbe cadere inesorabilmente dal podio della classifica, facendoci perdere punti. Le modalità a piedi sono, tra l’altro, innovative e fuori dal comune, introducendo il giocatore, all’interno di un’arena dove ci saranno molti altri “programmi” che gli daranno filo da torcere affrontandolo a colpi corpo a corpo o con l’immancabile disco di energia. Molto interessanti anche le varie sfide molto simili a deathmatch, ma durante le quali ci troveremo ad affrontare, partendo da un punto A, moltissimi nemici, generati dal computer, fino ad arrivare ad un punto B per realizzare un determinato obiettivo. Le sfide proposte in queste sezioni sono rese interessanti dalla presenza di avversari dotati di una IA all’altezza e di armi particolarmente efficaci, come spade e scudi che permettono loro di ripararsi dai nostri colpi e contrattaccare con un maggiore effetto. Nella stessa modalità sarà possibile affrontare un gran numero di minigiochi per ogni particolare come violare un sistema di sicurezza o un pannello entro un certo limite di tempo, risolvendo enigmi abbastanza semplici, come abbinamenti di pannelli dello stesso colore, dopo il quale, se non si sarà riuscita a riempire una certa barra, l’accesso sarà negato e ci ritroveremo a combattere contro un non troppo nutrito numero di nemici che tenteranno di renderci la vita difficile. Una modalità particolarmente degna di attenzione introdotta nel nuovo titolo, è la modalità chiamata deathmatch fra moto che consiste nel far girare la moto, generando una scia dietro di se, che distruggerà tutti i mezzi che vi si scontreranno, o creando un motolabirinto, ovvero un labirinto formato dalle scie delle moto, oppure, in una sfida molto più caotica, chiusi in un’arena liberi di correre, cercando di inseguire avversari distruggendo il maggior numero di moto possibile. Che i giochi abbiano inizio Insomma la sfida proposta da questo gioco è decisamente molto varia e rispecchia la validità di questo titolo. Volendo spendere qualche parola in più in merito alle molte modalità bisogna aggiungere che malgrado la varietà di sfida e di competizioni, alla lunga, il titolo può risultare stancate e, purtroppo molto presto, la noia potrebbe sopraggiungere, specie, ai non appassionati della saga cinematografica. Anche i nemici non rispondono così prontamente alle sollecitazioni del giocatore, e, in alcune sfide, sembra che girino a caso, ma, in compenso, rendono comunque l’avventura e gli scontri molto verosimili. Ciò che appare evidente è il tentativo di allungare fino all’estremo un gioco del genere, infatti, ogni arena contiene un numero decisamente molto grande di sfide e di competizioni per classificarsi al torneo, così tante che la longevità del titolo sembra praticamente infinita, se si escludono alcune sezioni che potrebbero risultare estremamente frustranti. Il motolabirinto è una modalità particolarmente divertente, per la quale perderete la maggior parte del tempo. Ogni sessione è stata creata cercando di sfruttare tutte le potenzialità che un contesto come quello del gioco poteva offrire, il risultato è un gioco divertente sotto questo punto di vista ma che alla lunga può annoiare, a causa della ripetitività di alcune competizioni. La sfida si allunga nella modalità online, proponendo, anche in multiplayer, tutte le competizioni contenute nella campagna in singolo, ma molto più frenetiche grazie alla presenza di un gran numero di nemici. Ma, purtroppo, non è tutto oro quello che luccica, infatti, l’online comprende solamente la modalità ad hoc ed inoltre include bot controllati dalla CPU... Un gioco di spessore Già dal filmato introduttivo, abbiamo avuto modo di constatare che, “Tron: Evolution” è un gioco di spessore, realizzato veramente con metodo, ma purtroppo bisogna guardare l’altra faccia della medaglia. Infatti, il nuovo titolo di Disney Interactive studio, è un prodotto dall’impatto grafico piuttosto buono. Le ambientazioni futuristiche sono strutturate molto bene e caratterizzano l’impronta conforme al film uscito nell’82, rivelandoci uno scenario dall’impronta decisamente avveniristica, mentre scorrono davanti ai nostri occhi meravigliati, scenari, fin troppo lineari, venati da linee che dovrebbero rappresentare BUS, di una piattaforma virtuale. Tutte le arene sono veramente belle, ben realizzate, e colorate, tutte con lo stesso stile, ma comunque molto varie e costituite sempre di tratti caratteristici in grado di mettere in evidenza tutte le caratteristiche dei veicoli e lo stile di combattimento. Le animazioni sono però un po’ più frettolose, infatti, i personaggi non sono dotati di espressioni facciali, la cui mancanza è compensata da movimenti molto verosimili, anche se in alcuni tratti abbastanza meccanici, la cui solidità si concretizza nei combattimenti, molto fluidi, dovuto anche alla mancanza di un folto numero di nemici a schermo. Un altro fattore molto importante è il comparto sonoro, composto da musiche adrenaliniche, ma che, come il resto del gioco finiranno per stancare il giocatore che le scoprirà tutte uguali, anzi, assimilabili in un’unica musichetta che lo assillerà per tutta la durata del gioco. Insomma Tron: Evolution è un titolo che riesce, almeno in parte, nel suo scopo, ovvero, divertire il giocatore. Purtroppo il risultato di questo impegno risulta essere talvolta un flebile tentativo di allungare il brodo, aggiungendo un numero veramente vario di sfide, fin troppo simili fra loro, che potrebbero tendere ad annoiare il giocatore spingendolo verso altri lidi. Comunque ci sentiamo di consigliare il prodotto, a tutti coloro che avevano seguito il film precedentemente, a cui farà senz’altro piacere questa nuova esperienza di gioco proposta dalla Disney Interactive, e a tutti coloro vogliano avere un titolo veramente portatile, anche se fondamentalmente privo di una trama di spessore. Ci saremmo sicuramente aspettati di più, in vista dell’imminente uscita dello spin-off cinematografico dell’originale Tron, da un titolo, che almeno all’E3 2010, aveva stupito per una veste grafica invitante, e suscitato emozione per il ritorno di una serie di videogiochi, stravolta da questo nuovo titolo, che aveva divertito con il primo capitolo e il cui successo si era concretizzato con lo sparatutto firmato Monolith. Che dire, si poteva sicuramente fare uno sforzo in più per variare un tantino l’aspetto delle ambientazioni, un po’ troppo piatte, e per creare una trama più efficace, comunque la trovata del torneo funziona... tuttavia un bel po’ di buone idee non bastano a piazzarlo come miglior titolo per psp.


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Info

SVILUPPATORE:

Disney Interactive studio

EDITORE:

Disney Interactive studio

GENERE:

Avventura

SOTTOGENERE:

Azione

CONSOLE:

PSP

GIOCATORI:

Singleplayer

Voti

Grafica: 65
Modelli poligonali piatti e arene ben strutturate, ma abbiamo visto di meglio
Sonoro: 60
Belle musiche, peccato siano sempre le stesse
Giocabilità: 75
Sono state sfruttate tutte le possibilità del gioco per un risultato divertente
Longevità: 65
un gran numero di sfide varie, modalità multigiocatore esclusivamente ad-hoc
GLOBALE: 67
Occasione sprecata per un'idea molto buona
Pro:Contro:
  • Numero di sfide vario ed elevato
  • La felicità degli amanti di Tron
  • Tecnicamente si poteva fare molto di più